La Legge Regionale n° 26
"La Regione Autonoma della Sardegna assume l'identità culturale del popolo sardo come bene primario da valorizzare e promuovere e individua nella sua evoluzione e nella sua crescita il presupposto fondamentale di ogni intervento volto ad attivare il progresso personale e sociale, i processi di sviluppo economico e di integrazione interna, l'edificazione di un'Europa fondata sulla diversità delle culture regionali. A tal fine garantisce, tutela e valorizza la libera e multiforme espressione della identità, dei bisogni, dei linguaggi e delle produzioni culturali..."
Ispirandosi alla finalità della legge regionale n° 26 del 15 ottobre 1997, per la "Promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna", la Scuola Media ha partecipato al progetto interscolastico
"U Paize Paize: tra natura, cultura e tradizione", aggiungendo una tessera nel mosaico storico-culturale dell'identità tabarchina: un'avventura che ha l'avvio nel XVI sec. con l'insediamento di una colonia pegliese a Tabarca, per approdare nel 1738 sull'isola di S.Pietro. Una pre-storia, dunque, lunga due secoli che testimonia l'incontro tra diverse civiltà e le continue relazioni con la Liguria: da questo incontro nasce la peculiarità linguistica ed etnografica della nostra comunità, alla quale ancora oggi il senso di appartenenza è molto forte anche nelle nuove generazioni, che fin da bambini imparano a parlare in dialetto. Per questo motivo la scuola non ha potuto esimersi dall'indagare e chiedersi come gli adolescenti tabarchini mantengano e costantemente aggiornino un tessuto sociale inevitabilmente in evoluzione eppure così legato al suo patrimonio di tradizioni popolari.
La risposta più eloquente a tale interrogativo arriva da alcune ricerche e lavori che la Scuola Media ha realizzato in particolare negli ultimi tre anni scolastici grazie ai finanziamenti della legge 26/97.
Sono state significative, ad esempio, le attività del "Teatro dei luoghi", che hanno permesso ai ragazzi prima di scoprire , poi di riappropriarsi e infine di usare l'isola come palcoscenico con naturali effetti di luce e peculiari scenografie, alla ricerca di quei personaggi "mi(s)tici" simboli della nostra terra; interessante, inoltre, l'indagine sociale "Luoghi vissuti tra luoghi abitati" che ha messo in evidenza cosa voglia dire vivere su un'isola: la duplicità di atteggiamento dei ragazzi nei confronti di una simile realtà, sentita ora come limite ora come protezione; è emersa una coscienza critica sull'identità insulare e su come questa convive nel villaggio globale e muiltimediale odierno; ha rappresentato, infine , un vero e proprio evento culturale la pubblicazione e presentazione del saggio storico Le lettere di Aurelio Spinola governatore di Tabarca - Pagine sconosciute di vita coloniale genovese (anni 1683-1687), affidate alla nostra scuola direttamente dall'autore Sandro pellegrini, storico e geografo di Recco, che ha riconosciuto nella Carloforte di oggi la continuatrice di usi, costumi, stili di vita e idioma mutuati dalla Genova del Cinquecento e Seicento e della Tunisia, per giungere intatti fino ai giorni nostri. |